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La tempesta di föhn del 21 gennaio 2005. |
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21 gennaio 2005, ore 4. Il föhn irrompe con violenza sulla fascia pedemontana delle valli di Lanzo. Le prime raffiche sono dell'ordine dei 70 km/h, ma la potenza del flusso nord-occidentale rinforza rapidamente, alle 5.45 si superano i 90 km/h e la situazione diventa critica, aprendo la strada ad una giornata che entrerà negli annali della meteorologia locale. Analisi dell'evento e cronaca meteorologica. Dopo il veloce passaggio perturbato del 18 gennaio, con qualche spruzzata di neve fino in pianura, si ristabilisce sul nord-ovest italiano un flusso di correnti asciutte settentrionali, che apportano un rasserenamento del cielo. A nord delle Alpi si ammassano diverse perturbazioni, che scaricano una buona quantità di precipitazioni sui versanti esteri. Nelle valli italiane invece è di nuovo il vento di caduta a fare da protagonista, anche se qualche nevicata si segnala nelle zone di confine. La pressione a Nord delle Alpi aumenta rapidamente, unitamente alla risalita di un'onda calda subsidente dal Nord Africa. Si creano così le condizioni favorevoli al föhn, che dalle valli alpine, irrompe nella pianura nella notte tra il 20 ed il 21 gennaio. Analisi geopotenziali a 500 hPa e temperatura a 850 hPa il giorno 21.01.05, ore 00 UTC (Fonte: wetterzentrale) Alle 00 del 21 gennaio si attiva già una debole corrente favonica, infatti la temperatura aumenta da -2.9° a 0° in pochi minuti. Alle 4 del mattino vi sono già 7°, ma è alle 5.45, con l'ingresso "in grande stile" del föhn, che la temperatura schizza a 16.9°. Sulle montagne di Vallo e Varisella è già visibile un enorme incendio (doloso, ovviamente), l'aria è calda, c'è odore di fumo, volano tegole, lamiere, detriti di ogni genere. Immagini Meteosat all'infrarosso alle ore 9 e 13 UTC del 21 gennaio: ben visibile lo stau sul versante estero delle Alpi. (Fonte: eumetsat) Il vento rinforza sempre di più, tocca i 90.7 km/h alle 6.28, cominciano a cadere alcune piante. Alle 7.10 il föhn tocca il suo picco massimo, la bellezza di 118.8 km/h da NW, record della stazione di Prati di Villanova Canavese. E' sotto i colpi di questa portata che un fienile in muratura crolla in un attimo, così come cedono diversi camini, e i tetti vengono scoperchiati.
Analisi barica al suolo alle 13 del 21 gennaio: ben visibile il forte gradiente orizzontale tra i due versanti alpini, causa di un föhn così violento. Per tutta la mattina la situazione tra i comuni di Villanova Canavese (in particolare nella frazione Prati), Cafasse, Vallo, Varisella, Fiano è particolarmente difficile. La S.P. 25 viene chiusa per la caduta di diverse piante, con conseguente danneggiamento di linee elettriche e telefoniche. I black-out si susseguono durante tutta la giornata. La temperatura aumenta, fino a salire a livelli record per il periodo: 18.8° a Villanova, 21° a Torino (dove il föhn però soffia con meno intensità, sui 60-70 km/h, 23.3° a Novi Ligure).
Nella tabella alcune delle raffiche più significative registrate durante l'evento. (Fonte: Osservatorio Meterologico Villanova Canavese, fraz. Prati) Alle 10 del mattino il fumo dell'incendio è spinto dal vento fin verso la pianura, oscurando parzialmente il sole. Canadair ed elicotteri della Protezione Civile non riescono ad operare sulla zona a causa del vento troppo violento. Solo nel pomeriggio, con una relativa attenuazione del flusso, comincieranno un'attiva opera di supporto alle squadre di vigili del Fuoco già operative sul fronte del fuoco. Particolarmente significativa un'immagine dal satellite polare, nella quale si nota chiaramente il pennacchio del fumo, che dalle prealpi torinesi è spinto dal forte flusso nord-occidentale fin sul Mar Ligure. Immagine del satellite polare TERRA-MODIS, nella quale si nota bene il fumo dell'incendio che si spinge al mar ligure. (Fonte: NASA) Il föhn soffia con violenza per tutta la mattinata, sfiorando i 100 km ancora dopo mezzogiorno (96.8 km/h alle 12.37), per attenuarsi relativamente nel primo pomeriggio, quando si ha una fase in cui le raffiche massime non superano i 50 km/h. Tuttavia, non mancano ancora picchi massimi di tutto rispetto (77.8 km/h alle 15.44). Segue un'altra fase relativamente attenuata, per assistere poi ad una ripresa del flusso verso il tardo pomeriggio-sera, con ulteriori picchi oltre 60 km/h, fino ai 72.8 km/h delle 19.06. In serata e in nottata continua la tempesta, anche se in fase relativamente calante (ancora 64.8 km/h alle 1.58 del giorno 22), per cessare del tutto solo verso le 5 dell'indomani. Il 22 gennaio, infatti, ritorna la calma di vento, su di un territorio in parte devastato dalla tempesta. Eventi come questo sono assai rari, gli ultimi episodi paragonabili risalgono al 4-5-6 febbraio 1999 e soprattutto al 25 febbraio 1990. Sono entrambi episodi di föhn con genesi simile, per cui si può parlare di un tempo di ritorno, per tempeste simili, di 5-10 anni. Il dato di 118.8 km/h, registrato alle 7.10 del 21 gennaio, rappresenta il record per la serie di dati relativa alla stazione di Villanova Canavese, fraz. Prati (dal novembre 2000, anno di messa in funzione dell'anemometro). Nel 1990 probabilmente si raggiunsero valori simili, e così forse anche nel 1999 (non dispongo di dati validi). Album fotografico. 01-02. L'incendio visto alle 6 del 21 gennaio, da Prati di Villanova. 03-04. L'incendio visto alle 9 del 21 gennaio, da Cafasse. 05. Fienile crollato sotto i colpi del föhn ai Prati di Villanova Canavese. 06. Fienile crollato sotto i colpi del föhn ai Prati di Villanova Canavese. 07. Cancello in legno divelto dalle raffiche, Prati di Villanova Canavese. 08-09. Tettoia scoperchiata dal vento, Prati di Villanova Canavese. 10. L'incendio sui Monti di Cafasse, alle ore 12 del 21 gennaio, da Prati di Villanova. 11-12. L'incendio sui Monti di Cafasse, alle ore 12 del 21 gennaio, da Prati di Villanova. 13. Il tetto della mia casa parzialmente scoperchiato. 14. Cumuli e altocumuli lenticolari, 21 gennaio. |
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