Scialpinismo

 

Monte Ormelune 3278 m
 

 

 
Info gita  
Partenza: Bonne (La Rognetta 1900 m)
Tempo di salita: 4 h 30 m
Dislivello: 1378 m
Difficoltà: BS (BSA: piccozza, ramponi, utile la corda per la vetta)
Esposizione NE
Periodo: aprile - inizio giugno

 

4 giugno 2006
L'Ormelune è una delle gite super classiche della Valgrisa, effettuabile in primavera inoltrata e anche a giugno. E' una gita di discreto impegno, sia per la ripidezza dei pendii, che, soprattutto, per la parte finale per raggiungere la vetta. La cresta infatti può essere difficoltosa a seconda delle condizioni di innevamento, e alcuni tratti sono ripidi e molto esposti. E' consigliabile avere uno spezzone di corda, e sono indispensabili piccozza e ramponi.

 

Ed ecco anche quest'anno è arrivato il momento delle sciate di giugno. Partiamo poco oltre Bonne, nei pressi del bivio con il divieto di transito.Si portano gli sci 20 min, per una stradina e poi per pascoli, già verdeggianti, fino a 2000 m dove la neve è continua.

        

A sinistra: i primi pendii dopo le baite

Al centro: quasi all'uscita del canale half pipe

A destra: sul ghiacciaio, c'è già chi scende..


La salita è tranquilla su neve portante, prima su pendii abbastanza ampi, poi per un canale più ripido (sembra una pista da half pipe) che sbuca a quota 2500. Effettuiamo poi un  traverso per raggiungere il ghiacciaio dell'Ormelune (che presenta un solo grosso crepaccio a metà,ben visibile). Risaliamo il ghiacciaio facendo un giro abbastanza largo, per evitare la zona centrale che presenta qualche rigonfiamento. La salita è comoda fino al colletto. Ma la salita alla vetta è molto delicata, per lo meno in queste condizioni. Sono necessari piccozza e ramponi (uno spezzone di corda non farebbe schifo). Non abbiamo la corda, per cui ci sarà da divertirsi.

       

A sinistra: l'arrivo al colletto.

Al centro: Nicoletta arriva al colletto.

A destra: Gianmario si incammina lungo la cresta, la cui prima parte è facile


Le condizioni della cresta sono invernali. Dobbiamo fare molta, molta attenzione, anche se la cresta è ben gradinata. La prima parte non presenta problemi, fino ad un primo affioramento roccioso. Segue un altro tratto nevoso, che muore sul castelletto roccioso che sbarra l'accesso alla crestina nevosa finale. Lo si supera sulla destra, su un ripido tratto di ghiaccio e neve inconsistente, molto esposto. E' severamente vietato scivolare qui, ci sono 300 metri almeno di salto... Superiamo questo tratto con molta tensione, poi viene la ripida ed affilata cresta finale, di neve trasformata, dove i ramponi danno più sicurezza... E siamo così sulla vetta.

      

A sinistra: gli affioramento rocciosi della cresta, da aggirare.

Al centro: la seconda metà della cresta.

A destra: poco prima del tratto critico.



Il panorama è spettacolare....La discesa però è sempre delicata, e richiede molta concentrazione (da scendere faccia a monte, piantando bene i ramponi) nei primi 10-15 m dalla punta, poi è più semplice. Giunti agli sci ci rilassiamo un attimo per stemperare la tensione, poi è ora di prepararsi.

     

A sinistra: la discesa della ripida crestina finale.

Al centro: visto dall'alto, il breve ma ripido pendio espostissimo che porta in cresta.

A destra: delicata discesa del ripido pendio esposto.

 
Cominciamo a scendere un po tardi (12.10) ma la neve è ancora molto bella. La prima parte troviamo neve recente un po pesante, poi ottimo firn. In discesa dopo il ghiacciaio ci manteniamo a sinistra, per ripidi pendii e poi imbocchiamo uno stretto canalino (40-45°, largo 3m, lungo 20-25, neve ancora dura) che si apriva in ampi pendii di neve un po marcetta (e col fondo irregolare) ma sempre ben sciabile sin sul fondo del pianoro. Nella parte finale spingiamo qualche minuto e arriviamo, sci ai piedi, al torrente a quota 2000 m.

          

A sinistra: io superato il tratto difficile.

Al centro: Beppe pennella le curve sul ghiacciaio.

A destra: due immagini del canalino sceso, dall'altro e una volta usciti da esso.

 
Ci restano da fare 15-20 min a piedi fino alle macchine, tra i pascoli verdeggianti. E' stata una bella gita, con finale delicato e impegnativo e bella discesa. Foss'anche l'ultima della stagione sarei soddisfatto...

Che spettacolo sciare a giugno!!

      

A sinistra: gli ultimi splendidi pendii.

Al centro: arrivati sul bordo del torrente, la neve è agli sgoccioli

A destra: sci a spalle nei prati verdi, la stagione è quasi conclusa.

Photobook di questa gita >>>

 

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